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sabato, novembre 29, 2003



Via Senza Tetto, Bologna

Senza casa e senza lavoro. Insomma, una vita senza diritti, nemmeno quelli che tutti darebbero per scontati. Dura la vita per gli homeless anche a Bologna dove, dal 94 , operano gli Amici di piazza Grande, un'associazione che annovera un importante successo: "Abbiamo vinto una causa con il Comune ottenendo per chi non ha una dimora il diritto di residenza, fondamentale per trovare lavoro, avere assistenza sanitaria e diritto di voto. Via Senza Tetto è la strada che non appare su alcuna cartina, ma è di fondamentale importanza", spiega il portavoce Antonio Dercenno.
I numeri ufficiali parlano di 500 senza dimora a Bologna, dati in difetto perché considerano solo soggetti che hanno contatti con i servizi sociali. La realtà è ben diversa. "Ci occupiamo di fornire cibo, bevande e informazioni utili su come ottenere assistenza medica e legale. A tal proposito abbiamo attivato il progetto Avvocato di strada", continua Dercenno illustrando le attività dell'associazione. Un'ampia gamma a partire dai laboratori alla pubblicazione e alla vendita del giornale Piazza Grande, distribuito proprio dai senza tetto. Non solo. "Cerchiamo anche il reintegro nella società attraverso l'avviamento lavorativo sia con borse lavoro, che prendendo in affidamento persone con lievi condanne penali".
Il primo passo per abbandonare la strada è proprio La Strada, "la nostra cooperativa che gestisce l'assistenza in alcuni dormitori, la pulizia dei bagni pubblici e piccoli traslochi. Spesso, a differenza di quanto si crede, i processi di integrazione hanno successo", conclude Dercenno. "Non è vero che vivere in strada sia una scelta e spesso le cause sono tra le più banali. A volte anche un divorzio sta alla base della perdita del lavoro e della dimora".
Andrea Della Bella

  • Piazza Grande

  • postato da suburbia | 23:35 | commenti




    Chi sono i senza dimora, oggi?

    Sempre più spesso i motivi che portano alla condizione di senza dimora non sono riconducibili ad eventi eccezionali o a storie di particolare emarginazione. Al contrario si tratta di avvenimenti che possono toccare molti: uno sfratto, una tensione familiare che non si risolve, la perdita del lavoro, una malattia possono trasformare, laddove manca il sostegno necessario, persone che fino a quel momento conducevano una vita "normale" in persone sprovviste di tutto. Per questo si possono incontrare anziani che hanno subito lo sfratto, adulti che dopo una separazione coniugale perdono ogni punto di riferimento, e sempre più spesso giovani senza lavoro.

  • Comunità di Sant'Egidio: Amici per Strada

  • postato da suburbia | 22:15 | commenti




    SOS Stazione Centrale Fondazione Exodus Onlus 2000

    Stazione Centrale di Milano Il servizio SOS Segretariato Sociale della Fondazione Exodus, e' stato inaugurato nel maggio '90 su un Protocollo d’intesa con le Ferrovie dello Stato e la collaborazione della Regione Lombardia. La decisione di installare un servizio d’ascolto ed orientamento per gravi emarginati sociali nella Stazione e' seguita ad un periodo d'osservazione e mappatura della zona da parte di un gruppo di Unita' Mobile del Gruppo Exodus, (1989) che vi rilevava un'altissima concentrazione di disagio e di grave emarginazione: emergenza per gli emarginati e invivibilità per i cittadini della zona. Le funzioni prevalenti del servizio sono quelle d’ascolto, orientamento ed accompagnamento di persone in situazioni di grave disagio verso soluzioni migliorative e di recupero; un’azione di prevenzione terziaria mirata alla riduzione dei rischi di deriva sociale e sanitaria derivati da condizioni d'emarginazione sociale transitoria o cronica, associati prevalentemente all’abuso di stupefacenti ed alcol, alla malattia psichica e a gravi patologie.
    Situazioni di disagio molto differenziate fra loro, ma accomunate da una generale condizione d’abbandono, di mancanza di assistenza, di lontananza da relazioni personali e sociali significative e forti, di migrazione e di distanza dai territori di appartenenza. SOS ha svolto inoltre funzioni di prevenzione primaria sui temi della grave emarginazione e della droga su altri gruppi sociali...
    Il servizio SOS e' composto da volontari, coordinati da un responsabile e da operatori, che si alternano su tre turni giornalieri:
    dalle 10 alle 12 - dalle 14 alle 17 - dalle 21 alle 23 nei giorni feriali e il sabato dalle 14 alle 17.
    Il servizio SOS si presenta come centro di ascolto aperto, a bassa soglia, senza filtri all'ingresso e senza richiesta di contratto terapeutico o progetto educativo.
  • Exodus
  • Progetto Arca
  • City Angels
  • Milano per l'uomo

  • postato da suburbia | 21:10 | commenti




    A Parigi apre un Internet point per i senzatetto

    Sabato 15 Novembre 2003, 9:44
    PARIGI (Reuters) - I senza tetto parigini, cui spesso vengono rubati i propri effetti personali, da oggi avranno accesso a luoghi protetti in cui conservare i documenti più importanti grazie al web.
    L'associazione di volontariato Emmaus ha detto oggi di aver realizzato il suo primo Internet point nel centro di Parigi. Le decine di volontari del centro di accoglienza spiegheranno ai senzatetto come creare un account email e siti Internet personali.
    "Li metteremo nelle condizioni di creare un proprio sito perché abbiano un "posto" sicuro per conservare i loro documenti" ha spiegato la portavoce di Emmaus Helene Thouluc.
    "Per la gente che vive sulla strada e che rischia sempre di vedersi rubate le cose di tutti i giorni è molto importante avere uno spazio in cui siano al sicuro dai furti" ha aggiunto.
    Il centro di accoglienza, che aiuterà 500 senzatetto ogni giorno, è dotato di nove pc donati dalla Microsoft. Emmaus ha intenzione di aprire altri quattro punti Internet nella regione di Parigi nei primi mesi del 2004.

    postato da suburbia | 09:11 | commenti




    Homeless Page, un blog per chi è o si sente homeless

    Guardavo ieri sera su Italia 1 un 'reality show', Invisibili: una puntata dedicata agli 'homeless', o 'senza fissa dimora'. Mi sono chiesto: qualcuno di loro trascorre il tempo nelle biblioteche? Ha accesso a Internet? Pare di sì... e ne apro pure uno io: Homeless Page

    14.11.02 The Homeless Guy, blog di un senzatetto.

    Demolire lo stereotipo del senzatetto con un blog: è la battaglia personale di Kevin Barbieux, che grazie al suo sito è diventato una celebrità. Non possedendo un computer, l¹homeless di Nashville, in Tennessee, aggiorna il suo diario elettronico nelle biblioteche pubbliche, dove passa la maggior parte delle sue giornate. Al posto dell¹immagine del 'barbone maleodorante', Barbieux ama presentarsi in rete come una persona pulita, spiritualmente profonda, con una passione per i sigari e un¹avversione per le droghe. Intellettuale dai gusti raffinati, anche se lettore pigro, o almeno così si definisce, Barbieux riempie i suoi interventi di citazioni, da Tom Waits a Carl Jung, e dà spazio agli eventi culturali della città, pubblicando i jpeg delle opere dell¹amico pittore o raccontando della gioia di poter assistere a un concerto di musica classica grazie a un biglietto avuto in regalo. L¹unico ostacolo: l¹ansia di dovere fare il suo ingresso nella music hall senza essersi fatto neanche una doccia, di fronte alle occhiate degli altri spettatori, tutti 'in tiro' per l¹occasione. A quarantun¹anni, Kevin ha collezionato la serie di lavori occasionali tipica di chi non vuole omologarsi e ogni tanto ha bisogno di tirare su qualche soldo: cuoco, muratore, commesso e anche operatore di telemarketing. E il suo blog sta a dimostrare che 'la differenza tra essere senzatetto e averne uno non è poi così sostanziale'. Lui, tra le sfumature di grigio, ci vive da vent¹anni, quando ha lasciato San Diego sulla sua Opel Cadet, diventata la sua casa quando ha finito i soldi. A Nashville. Da allora, ha imparato a vivere sulla strada, ed è diventato un vero punto di riferimento per la comunità homeless. Dal suo blog, riesce a raggiungere chiunque abbia bisogno di sapere dove trovare una doccia, una minestra calda o come difendersi dal freddo e dai malanni di stagione.

    Ilaria Roncaglia

    postato da suburbia | 09:05 | commenti



    Homeless... si puo' essere tutti, nel reale, nel virtuale, nel nostro immaginario quotidiano...